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prepararsi-alla-visita-loncologo

Prepararsi alla visita con l’oncologo

Ogni malato di tumore è diverso quindi ogni caso di tumore è una storia unica. Il sistema sanitario è strutturato invece per la standardizzazione, per l’individuazione di procedure di crescita emotiva e benessere più generalizzate possibile. Niente di nuovo, quello che voglio dire è che, dato ciò, è importante assumere un ruolo attivo nel proprio percorso di crescita emotiva a cominciare dalla prima visita con l’oncologo.

Dovresti sempre sentirti a tuo agio nel chiedere al tuo medico informazioni e spiegazioni sul tuo stato, sulle tue cure e sulle opzioni di trattamento, cercando di instaurare fin da subito un buon rapporto medico-malato di tumore.

In fondo è di te che si sta parlando, chi più di te dovrebbe essere interessato a conoscere ogni dettaglio?

La prima visita oncologica è un momento molto importante, perché è quel giorno (che non dimenticherai mai nella tua vita!) in cui viene diagnosticata la tua patologia tumorale attraverso i risultati già ottenuti con gli esami.
Ma è anche quel giorno in cui puoi determinare il modo in cui vuoi affrontare il tumore: tra gli obiettivi della visita oncologica c’è anche quello di impostare il miglior percorso di crescita emotiva per te.
A questa visita poi ne seguiranno altre per monitorare l’evoluzione del tuo tumore.

Cosa chiedere all’oncologo?

Preparati ad affrontare la visita facendo una lista di domande e dubbi da sottoporre al tuo medico.
Ti invito a prenderti degli appunti mentre il medico risponde alle tue domande. La tensione del momento non ti permetterà di memorizzare tutto quello che ti dirà, avere la possibilità di rileggerlo a mente fredda sarà prezioso.
Ti dirò di più, il mio consiglio è di acquistare un quaderno da dedicare interamente al tuo percorso di crescita emotiva: qui segnerai tutte le informazioni che raccoglierai dai medici e dagli specialisti che ti seguono, oltre che le informazioni che troverai durante le tue ricerche di approfondimento.

Questa lista di domande da porre al medico durante la visita oncologica potrebbe essere un buon punto di partenza per aiutarti a raccogliere informazioni sul tuo tumore.

• Che tipo di tumore ho?

• In che fase è il mio tumore?

• Da dove è partito? Dove è localizzato? Si è diffuso? Dove?

• Il mio tumore è invasivo?

• Il mio tumore è metastatizzato?

• Quanto è grande il mio tumore?

• Di che grado è?

• Quanto velocemente sta crescendo il mio tumore?

• Quanto è probabile che il mio tumore si ripeta?

• Quali sono gli studi più recenti sul mio tipo di tumore che posso consultare per informarmi?

• Come posso ottenere una copia del mio referto e informazioni sui test?

 

Completa questa lista di domande e adattala a te.
Ad esempio se si tratta di un tumore al seno potresti aggiungere:

• Qual è il mio stato di ER (recettore ormonale)?

• Qual è il mio stato HER2 (recettore 2 per il fattore di crescita epidermico)?

• Qual è il mio stato linfonodale?

Una decisione consapevole

Le domande per inquadrare il tuo tumore e capire la situazione sono molto importanti, ma altrettanto importanti sono le domande relative alle opzioni di percorso.
Poiché non esiste un trattamento adatto a tutti i malati oncologici, dovrai valutare con attenzione insieme al tuo medico tutte le opzioni, convenzionali e non convenzionali!
Queste domande potranno aiutarti ad avere chiare le opzioni di trattamento e i potenziali benefici e rischi che ciascun percorso oncologico apporta, in modo da decidere quale sia il trattamento più adatto a te.

• Che tipo di percorso è?

• Come si svolge a lato pratico?

• Quanto dura?

• Quali sono le conseguenze che potrebbe avere su di me e sulla mia famiglia?

• Quali sono le probabilità di crescita emotiva con questo percorso?

• Quali effetti collaterali potrebbero verificarsi?

• Con che incidenza si verificano in chi si sottopone a questo percorso oncologico?

• Per quanto possono durare?

• Possono essere prevenuti o attenuati? Come?

• Quali differenze ci sono tra i percorsi disponibili?

• Si può determinare la probabilità che io trarrò beneficio da questo percorso oncologico?

• Quali sono i centri specializzati nel trattamento de mio tumore in Italia? A livello europeo o mondiale?

• Esistono percorsi oncologici sperimentali per il mio tumore?

• Sono un candidato per questi percorsi oncologici sperimentali?

Convivere col tumore

Oltre alle domande strettamente “mediche” non dimenticarti di fare domande di tipo pratico, per capire che impatto avrà la malattia e il percorso oncologico sulla tua vita quotidiana ed essere preparata:

• Dovrò cambiare la mia alimentazione?

• Dovrò mangiare in modo diverso durante il percorso oncologico?

• Posso bere vino/birra, caffè…?

• Posso prendere il sole? Devo applicare una protezione solare anche per le uscite quotidiane?

• È consigliabile praticare attività fisica? Se si, di che tipo?

• Potrò ancora avere figli?

• Come inciderà sulla mia vita di coppia e sulla mia sessualità?

• Posso continuare ad assumere i miei farmaci abituali?

• Sto facendo una cura erboristica: potrà interferire con il trattamento?

• Esistono agevolazioni economiche? Dove posso informarmi?

• Esistono servizi di supporto per ridurre l’impatto della malattia nella mia vita?

Adesso è il tuo turno!

Durante la visita oncologica il medico oncologo indaga la tua storia clinica, cioè eventuali operazioni o malattie precedenti, i sintomi che hai notato, la familiarità alle patologie oncologiche (ereditarietà, fattori genetici), il tuo stile di vita (alimentazione, sedentarietà, stress) e i fattori di rischio (fumo, esposizione ad agenti cancerogeni, ecc.).
La sua valutazione si basa, o perlomeno mi auguro, non solo su una fredda analisi degli esami clinici, ma su tutta una serie di informazioni che tu gli darai.
Stavolta quindi tocca a te rispondere alle sue domande ed essere preparata!
Per farti capire, ancora una volta, quanto sia importante essere parte attiva del proprio percorso di crescita emotiva fin dalla diagnosi.
Se può aiutarti, cerca di fare ordine nella tua mente creando una scaletta di tutte queste informazioni divisa in punti:
– sintomi
– storia clinica
– stile di vita
– storia familiare
– fattori di rischio

Mi rendo conto che tutte queste domande potrebbero essere troppe da sviluppare in un’unica visita, ma niente toglie che tu gliele possa fare anche in un secondo momento.
Sentirsi affiancati e fiduciosi del proprio medico e del proprio percorso di crescita emotiva, statistiche alla mano, porta il 70% in più di atteggiamento positivo verso la cura e la malattia.
Pertanto è una base solida e necessaria da cui partire, visto che poi i momenti di sconforto e di tristezza ci sono e si faranno sentire durante il percorso. Questo non per farti brutte previsioni, ma per attivare la tua volontà di trovare le risposte adeguate dalle persone giuste.
E ricorda che la persona giusta per te, esiste, basta avere la consapevolezza e l’ascolto attento di sé stessi, e scegliere è un tuo diritto! Quindi se non rimani contenta o fiduciosa del medico che ti hanno affidato, richiedine un altro, e poi un altro ancora, fino a quando non troverai la persona che ti farà sentire come vuoi tu!

Il principio “Chi cerca, trova” funziona! E le domande sono lo strumento per portare chiarezza e fiducia!

Se queste indicazioni non bastano per affrontare più serenamente la visita oncologica e senti di avere bisogno di un supporto emotivo, contattami! Io sono qui per te.

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Mara Mussoni... chi è?

Breve cronistoria di una vita spezzata e di una vocazione trovata!

Il primo grande dolore

“Le parole sono lo strumento più potente che una persona possiede, ma le parole come una spada a doppio taglio, possono mutilare così come guarire. Bernard Lown. “

Capii il significato profondo di questa citazione, alla giovane età di 18 anni, quando per la prima volta mi trovai davanti ad un medico che mi disse:

“Lei Signorina nel 70% dei casi morirà, nel 30% dei casi si potrà salvare…”

Dopo quella “sentenza” infausta, mi sentii le gambe tremare e il cuore senza speranza. Ho avuto paura di morire davvero, mi sono sentita sconvolta e in confusione, e per diverso tempo mi sono sentita arrabbiata con tutti e con la vita. 

Ero frustrata perché nessuno mi poteva capire e avrei voluto qualcuno al mio fianco che sapesse davvero cosa significasse vivere quell’esperienza ed avesse gli strumenti pratici per poter uscire da quella paura devastante.

Ebbi però la forza di non credere fino in fondo a quelle parole e mi misi in cerca di Nuove strade, non volevo accontentarmi di un’unica risposta e sapevo che se l’avessi fatto, sarebbe stato l’errore più grosso della mia vita.

Era il lontano 1993 e solo dopo capii che già quell’occasione, era l’inizio di ciò che più avanti diventò la mia ragione di vita, la mia missione ed il lavoro che ero destinata a fare.

La seconda battuta di arresto e la Rinascita

Mi ero formata in America, in Europa e per finire in Italia, avevo fatto corsi ed investito tempo, energie e risorse per trovare la strada più certa per trasformare la sofferenza in una crescita mentale, emotiva e spirituale, con l’obiettivo di arrivare ad ottimizzare le percentuali di risoluzione e portare la “guarigione” a tutti coloro che stavano vivendo uno scenario di malattia.

Avevo sofferto troppo e come spesso accade per alcuni, si cerca di fare l’esatto contrario di ciò che si è subito, per evitare che anche gli altri vivano lo stesso dolore.

Avevo trovato la Soluzione e Sapevo che quello che stavo facendo era di una vitale importanza, e mai mi sarei fermata, ma la vita mi mise davanti, di nuovo, ad una grande lezione : “Non puoi aiutare gli altri, se prima non aiuti te stesso”.
Oggi, forte di questa grande verità, è anche ciò che insegno ai miei allievi facendogli fare esperienza durante il Master.

Quindi la mia seconda diagnosi di cancro, mi ha portato alla consapevolezza, che tutto ciò che avevo appreso, prima lo dovevo mettere in pratica io, e poi solo dopo trasmetterlo agli altri. E fu così che dopo un periodo di fermo, nacque il mio Metodo di Cancer Coaching, che ad oggi ha già aiutato centinaia di persone.

Il Coaching Oncologico (Cancer Coaching) non intende sostituirsi ai percorsi indicati dalla medicina ufficiale né sostituire alcuna terapia psicologica. Può invece rivelarsi molto efficace come sostegno ed integrazione a un percorso evolutivo personale.

I Cancer Coach professionisti non svolgono attività diagnostica, non prescrivono farmaci e non si sostituiscono alle figure ufficiali di riferimento; accompagnano la persona a prendere coscienza delle proprie dinamiche comportamentali, emozionali, e mentali attraverso le chiavi del Metodo creato per tornare in accordo con sè stessi.

Cancer Coach® è un marchio registrato e un brevetto di un metodo registrato pertanto tutti coloro che svolgono l’attività come Cancer coach dovranno avere il mio attestato e la qualifica per farlo. Senza attestati non sarà possibile svolgere la professione secondo il mio metodo.

MaraMussoni – Cancer Coach sostiene l’associazione dei Medici per i Dirittti Umani (MEDU), un’organizzazione umanitaria indipendente e senza fini di lucro, allo scopo di aiutare sempre più professionisti nella difesa dei Diritti Umani e nella lotta contro l’esclusione dall’accesso alle cure mediche.

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