QUANDO AD AMMALARSI DI CANCRO È TUO FIGLIO: COME DIVENTARE CAREGIVER E GENITORI PIÙ CONSAPEVOLI

Pubblicato in (Caregiver) Familiari e Amici da Mara2 Comments

caregiver-cancro-genitore-consigliQuando viene diagnosticato il cancro al nostro bambino, la nostra sofferenza psicologica come genitori può essere tale da trasformarsi spesso in una patologia. Uno studio recente pubblicato sul Journal of Family Psychology ha dimostrato che quasi tutti i genitori dei bambini malati di cancro soffrono di una sindrome psicologica chiamata disturbo post-traumatico da stress (DPTS), sia durante la cura ma, a volte, anche dopo la guarigione dei figli.

Il DPTS si manifesta soprattutto con insonnia, vertigini, tachicardia e necessità continua di farsi rassicurare. È un problema che assomiglia molto ai disturbi psicologici riscontrati nelle vittime di guerra, di disastri naturali o di episodi violenti. Questo disagio deve essere distinto dall’ansia e dalla depressione, che, se presenti, devono comunque essere curate ed affrontate.

Per approfondire questi argomenti ti invito a leggere gli articoli che ho pubblicato nel mio blog dedicati al tema: http://www.cancercoach.it/blog/caregivers-genitori-un-bambino-malato-tumore/ http://www.cancercoach.it/blog/non-so-cosa-dire-stare-vicino-un-malato-cancro/ http://www.cancercoach.it/blog/cancro-essere-genitori-lettera-alle-mie-figlie/Possono esserti di aiuto e supporto.

Per evitare di cadere vittima di questi disturbi ed essere un punto di riferimento ed un supporto prezioso per i nostri figli, la prima cosa che dobbiamo fare è mantenere la lucidità e la salute, senza mai trascurare i nostri bisogni fisici e psichici. Come caregivers, infatti, possiamo avere una grande influenza sul benessere del nostro bambino.

Per essere un sostegno efficace ed utile per i nostri figli è importante restare sempre informati ed aggiornati sulle malattie, le cure, i diritti dei malati di cancro e dei tuoi in qualità di familiare: ad esempio può essere utile sapere se è possibile richiedere assistenza domiciliare almeno per alcune ore al giorno, se ci sono mezzi di trasporto adatti, se puoi chiedere permessi di lavoro o part-time.

Non dimenticare mai di dedicare tempo a te stesso: è fondamentale dormire e mangiare in maniera adeguata. Fai esercizio fisico, in particolare all’aria aperta e a contatto con le altre persone: ti aiuterà a sentirti meglio e a tenere alto l’umore. Ricordati sempre che dedicare ore al proprio benessere, anche se tuo figlio è malato, non è un atto di egoismo, ma è una necessità del tuo corpo e della tua mente. A trarne giovamento e beneficio non sarai solo tu, ma anche chi ti sta intorno.

Stare vicino a tuo figlio e sostenerlo durante le cure antitumorali non è un percorso facile. Non è il momento di fare l’eroe: chiedi aiuto a chi ha più esperienza di te e potrà aiutarti a vivere questo momento con lucidità.

Come cancer coach sono tante le famiglie che ho aiutato ad essere caregivers migliori per la loro famiglia: avere una figura professionale con cui confidarti e sentirti libero di esprimere le tue paure e sensazioni, positive o negative che siano, ti permetterà di affrontare il cammino in modo consapevole e a non sentirti solo.

Spesso tra le principali preoccupazioni di un caregiver, ma soprattutto di un genitore, c’è la paura di non essere o di non fare mai abbastanza, di agire in modo sbagliato. In genere tendiamo a nascondere i sentimenti e le sofferenze per non turbare nostro figlio. Tieni bene a mente quanto sto per dirti: annullarti completamente nel tuo compito di assistenza, non ti aiuterà ad essere un caregiver o un genitore migliore. Perciò non dimenticare mai chi sei e quali sono i tuoi bisogni.

Se stai affrontando un’esperienza simile e hai bisogno di qualcuno che ti ascolti e ti aiuti a migliorarti come persona e come caregiver, contattami subito. Sarò felice di mettere al tuo servizio e a quello della tua famiglia la mia esperienza come cancer coach, come mamma e come ex-malata di cancro. Non sei solo!

Comments

  1. Angela Cimmino

    Salve le scrivo perchè leggendo il suo articolo mi sono ritrovata molto. sono una mamma che lotta da circa due anni insieme a suo figlio paziente oncologico.
    Ci siamo trasferiti a Milano, potrebbe aiutarmi ?

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