Cancro metastatico: come stare vicino a chi lo sta affrontando?

Pubblicato in (Caregiver) Familiari e Amici, Blog da Mara2 Comments

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Mia moglie ha un tumore al seno metastatico, come mi devo comportare?

Alla mia migliore amica è stato diagnosticato un cancro metastatico, qual è il modo migliore per starle vicino?

Dopo anni di lotta al cancro ora mia madre deve affrontare un tumore in metastasi, vorrei supportarla ma non so come fare!?

Con questo articolo voglio rispondere a domande come queste che mi sento spesso fare, visto che il coaching oncologico dà indicazioni utili anche a chi non vive il cancro in prima persona, ma vuole essere di supporto a una persona cara malata di tumore in fasi avanzate come solitamente si tratta in caso di metastasi.
Le metastasi sono “localizzazioni secondarie”, ovvero il tumore si “sposta” e prolifera in un’altra zona del corpo diversa da quella in cui ha avuto origine e diventa più difficile da contrastare.
Dal punto di vista medico ci sono notizie sempre più incoraggianti riguardo alla lotta alle metastasi: terapie molecolari, medicina di precisione, combinazioni di farmaci …

Ma nel frattempo i caregiver che stanno vicini a un malato con cancro avanzato si chiedono: cosa posso fare?
Tanto! Credetemi, si può fare tanto!
A cominciare da queste 4 cose

1. Evitare di far sentire in colpa il malato

Frasi come “Avresti dovuto smettere di fumare molti anni fa!”, oppure “Perché non hai sentito quel medico di cui ti avevo parlato?” o “Pensavo che dopo la terapia avessi cambiato alimentazione”… Cercate di elevare al massimo la vostra sensibilità e la vostra empatia e, prima di parlare, chiedetevi se quello che state per dire nasconde un atteggiamento giudicante da parte vostra nei confronti del malato.
Indagare le possibili cause della malattia, valutare i fattori di rischio, o le opzioni terapeutiche è compito dei professionisti da cui il malato ha scelto di farsi seguire. Sicuramente quello che cerca in te è altro: appoggio, sostegno, affetto, non certo sentirsi giudicata e mortificata.

2. Concedergli di essere debole

Non vi dico quante persone forti incontro nella mia professione, persone che tirano fuori un coraggio e una forza d’animo inaspettate nel momento in cui devono affrontare il cancro.
È importante però che abbiano la possibilità di poter essere deboli con chi le ama: doversi mostrare forti per la famiglia, per non deludere chi le ha sempre conosciute forti è un peso ulteriore che si aggiunge a quello già grave della diagnosi di cancro metastatico. “Tu sei forte! Non arrenderti, continua a lottare!” Oppure “Devi avere un atteggiamento positivo!” sono frasi di incoraggiamento che vanno bene, ma lasciamole a chi non conosce a fondo il malato, tu invece mostrati come un porto sicuro, uno spazio protetto in cui lei può sentirsi fragile, può esprimere rabbia e frustrazioni, può dare sfogo alla sensazione di non farcela, può sapere che nei momenti di cedimento si può appoggiare a te e tu ci sarai per affrontare il “momentaccio” insieme.

3. Non aspettare che sia lei a chiedere aiuto

“Chiamami se hai bisogno!”, affermazione scontata e a volte fin troppo banale!
Sono sicura che dietro a questa affermazione, ci sia tutta la buona volontà del mondo, ma se può essere efficace in altre situazioni o con altre persone, in questo caso, a mio parere ha l’aria di suonare quasi superficiale.
Credo non solo a me, perché in realtà ciò che le persone apprezzano sono i fatti e non le parole, quindi manifesta la tua presenza con gesti tangibili senza aspettare che sia lei a chiedere il tuo aiuto. Ovviamente l’equilibrio di non diventare troppo invadenti sta nella sensibilità della persona stessa, ma non deve essere una scusa per non agire.
Perché aspettare che sia lei a cercarti? Perché metterla nelle condizioni di sentirsi di peso chiedendoti aiuto? Con tatto e con atteggiamento sincero, proponiti tu per incontrarvi, passare del tempo insieme o aiutarla in modo pratico.
Un suggerimento che do sempre è quello di formulare proposte specifiche o comunque proporsi per un aiuto ben definito in campi in cui sai che puoi essere davvero d’aiuto, per esempio, sei brava a cucinare?  “Ti va se domani vengo a casa tua e cucino qualcosa di buono?”, “Vado a fare la spesa, fammi la lista che la faccio anche per te”. “Questa settimana sono in vena di pulizie, ti va se le faccio anche a casa tua così ti do una mano?”. Se te la cavi su Internet puoi offrirti per aiutarla a fare delle ricerche che le interessano, se ami leggere puoi offrirti per leggerle un libro o delle poesie per rilassarsi e distrarre la mente… Anche se il tuo aiuto venisse rifiutato, l’amore sincero che dimostra la tua proposta darà comunque beneficio a livello emotivo, stanne certa!

4. Non cercare di capire, ma di farla “vivere”

Solo chi ha vissuto un’esperienza come questa può capire nel profondo come ci si sente, dall’altalena di stati emotivi che si vivono alle difficoltà fisiche date dalle terapie.
Dire “Ti capisco!” può suonare irritante perché non è neanche lontanamente immaginabile. Piuttosto che focalizzarti su questo e cercare di comprendere cosa sta passando la persona cara, ti invito a passare più tempo possibile con lei, assecondando i suoi stati d’umore e vivendoli insieme con la piena consapevolezza, sia che siano belli sia che siano brutti.
Per aiutarti a comprendere meglio cosa intendo, inizia a tenere un diario dove racconti i momenti che trascorri con questa persona, ti renderai conto che questo ti aiuterà a cogliere le sfumature e ad apprezzare i piccoli momenti di felicità del tempo che vivrete insieme, anche nei contesti poco “felici”, come ambulatori e ospedali. Leggi il mio articolo Essere felici nonostante il cancro per approfondire!

Avevo detto 4 … ma ne aggiungo una 5a che, però, mette il focus su di te e non sul malato.

5. Fatti aiutare!

Anche chi sta vicino a un malato di cancro metastatico ha un enorme peso da sostenere, che però viene trascurato e passa in secondo piano rispetto a quello del malato.
Ci si sente responsabili, soffocati dalle incombenze, colpevoli per non riuscire a fare di più, impotenti di fronte a una malattia così grave, …

Per riuscire a essere di sostegno a qualcuno bisogna anche sostenere se stessi, perché non si può dare ciò che non si ha! Ecco perché consiglio sempre un percorso di coaching oncologico anche a familiari e caregiver. Non abbiate paura di chiedere aiuto!
Io sono qui per voi! La prima consulenza telefonica è sempre gratuita e senza alcun impegno, quindi sentitevi liberi di contattarmi per capire se posso esservi d’aiuto.

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Invito chi di voi sta vicino a una persona cara con cancro metastatico a lasciare un commento e a raccontarmi la propria esperienza o il proprio punto di vista!

Comments

  1. ROSSELLA PARRINELLO

    Mia madre è affetta da recidiva di pregresso k pancreatico, trattato con intervento chirurgico e chemioterapia. In sei anni ho perso il mio giovane marito e mio padre. Ora, non provo altro che una profonda stanchezza…

    1. Author
      Mara

      Posso solo immaginare Rossella, quindi ti mando un grosso abbraccio e in bocca al lupo per la tua vita! Che il futuro sia un cielo azzurro privo di nuvole … Ciao, Mara

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