paziente oncologico migliorare relazione aiuto

Hai una forte propensione ad aiutare gli altri, dai consigli, ma gli altri si irritano e non ti ascoltano?

Sei sei un professionista della relazione di aiuto e vuoi migliorare la tua relazione con il malato oncologico, senza urtare la sua sensibilità e provocare più turbamenti di quanti già non ne provochi l’esperienza della malattia, in questo articolo troverai spunti pratici da applicare subito alla quotidianità del tuo lavoro e alla relazione con il malato .

Durante il Master in Coaching Oncologico, tutti i miei allievi fanno un percorso che li porta a:

  • Comunicare in maniera diversa rispetto a prima;
  • Trasformare il loro approccio, diventando così funzionale alla relazione
  • Far ottenere risultati ai malati oncologici.

Tutto questo accade perché:

  1. Migliorano il loro stile comunicativo, partendo dal comprendere i bisogni inconsci dell’essere umano e vedendo poi quali sono le dinamiche disfunzionali che loro stessi hanno messo in atto inconsciamente.
  2. Imparano a riconoscere le emozioni ridondanti del malato oncologico e le convinzioni depotenzianti, in base alle fasi della malattia che sta vivendo.
  3. Comprendono il funzionamento dell’omeostasi della persona e capiscono come superare le naturali resistenze al cambiamento che ognuno di noi inevitabilmente ha.

Perché ti dico questo?

Perché è tutto frutto di un processo che fa sì, un pezzo dopo l’altro, il puzzle si componga e completi il quadro.

In realtà c’è anche molto di più.

Il malato oncologico: cosa fare sin da ora per migliorare la relazione di aiuto

Vediamo ora cosa potresti fare sin da ora per far sì che le persone ti ascoltino di più e tu non ti senta più frustrato e impotente nel dare consigli:

Considera il piano di relazione che c’è fra te e il tuo interlocutore, il malato oncologico.

E’ un tuo cliente? Ti paga? (è un fattore importante da considerare!) Oppure è una persona che viene da te, perché sa che tu sei a disposizione ma non c’è nessun accordo fra le parti? Il piano di relazione è ciò che determina il contenuto stesso!

Ripeti con me: “Il piano di relazione è ciò che determina il contenuto stesso!”

Le persone vogliono essere ascoltate, vogliono attenzione, MA NON VOGLIONO CONSIGLI e tanto meno critiche!

Quindi se tu li ascolti, stai solleticando il loro bisogno di attenzione. Al tempo stesso tu ti stai crogiolando dentro al tuo bisogno di sentirti utile ed importante per gli altri e SBANGGGG le due calamite si attraggono e si crea la relazione “disfunzionale”.

Quindi se non è un tuo cliente pagante, sappi che qualsiasi cosa dirai, potrebbe 9 su 10 non andare a buon fine, per il piano di relazione che c’è! Eh lo so, è una cruda verità, ma è così!

Diverso è se è il tuo cliente… cosa fare se è tuo cliente?

Hai fatto tutte le domande del caso per capire la situazione che sta vivendo, le relazioni attorno a lui/lei che influenzano la sua giornata e quali sono le sue abitudini? Se non hai fatto queste domande, qualsiasi consiglio tu darai, ovviamente non verrà messo in pratica, perché la persona non ce la fa!

Ognuno di noi ha un’omeostasi da rispettare, che ci riporta indietro nelle abitudini più comuni e quindi se la persona non segue il tuo consiglio, è perché tu non hai compreso chi hai davanti. Quindi fatti queste domande e vedi quali domande (scusa la ripetizione ;)) potresti fare per fare la differenza.

Tutti i miei allievi finiscono il Master con un NUOVO PROTOCOLLO DI LAVORO, che gli permette di essere efficaci, capaci e fare la differenza nella vita delle persone. Perché è vero che le cose semplici piacciono a tutti, ma è nel riuscire a fare le cose difficili che ci si prende più soddisfazione. Sei d’accordo con me?

Migliorare la relazione col malato oncologico è possibile: ecco come

Il Master, ti ricordo, è pronto ad accogliere gli studenti del 2022 e le prossime iscrizioni saranno per gennaio.

  • Se sei interessato o interessata a partecipare, puoi richiedere una call visitando il sito www.coaching-oncologico.it dove troverai anche relazioni e testimonianze video.
  • È l’unico modo per accedere ad una classe con me.
  • Ti ricordo che il Master richiede impegno e costanza.

E’ vero che la maggior parte dei miei allievi ha avuto risultati dopo le prime sessioni del Master, come Stefania che ha iniziato a lavorare dopo le prime 4 sessioni . Se vuoi ascoltare e guardare la sua testimonianza, clicca qui.

Ti ricordo, inoltre, che ogni risultato è personale e deriva dalla dedizione di ognuno di loro al loro progetto personale. In più per portare trasformazione negli altri devi prima fare un lavoro di trasformazione su te stesso a volte profondo e che ti cambia la vita.

E tu sei pronto ad ottenere risultati che ti cambiano la vita?

Clicca qui per candidarti alla prossima edizione del Master in Coaching Oncologico!

Se ti è stato utile questo articolo e ti interessa approfondire di più, leggi le relazioni dei miei ex allievi e guarda le interviste di chi ha già fatto il Master in Coaching Oncologico.

Scoprirai come diventare anche tu, sicuro, capace ed efficace nel gestire la relazione con il malato oncologico.

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