Fare l’infermiere di pazienti malati di tumore: una sfida con sè stessi

Pubblicato in Coaching Oncologico per Professionisti da MaraLascia un commento

infermiereQuando ci ammaliamo di tumore è l’infermiere la figura più vicina al malato di tumore.

E’ lui che si rapporta con chi riceve la diagnosi e, in quel momento così delicato e difficile per il paziente, inizia la sua azione assistenziale.

Il ruolo dell’infermiere è molto importante. E’ la persona che ci accompagna in ogni tappa del trattamento e che affronta, insieme a lui, tutte le conseguenze che la patologia porta con sè.

Chi è malato di tumore, infatti, attraversa stati d’animo che andranno dalla paura alla disperazione, giungendo lentamente ad una fase di accettazione della propria condizione. E’ questo il periodo in cui spesso accade che il malato si trovi ad affrontare sentimenti di depressione. Il tumore turba la persona da un punto di vista psicologico, affettivo e sociale, perchè scatena nella vita di chi ne è affetto un cambiamento radicale ed improvviso.

Ecco che quindi la figura dell’infermiere entra in scena subito ed è compito suo attuare tutto ciò che è in suo potere per evitare l’insorgere e l’aggravarsi di forme di depressione del malato, guidandolo verso la consapevolezza e l’accettazione della propria condizione, perchè è proprio questa la molla che innesca il processo di auto-guarigione.

L’infermiere è chiamato a dare il proprio supporto emotivo al malato che soffre, cercando di stargli vicino il più possibile in tanti modi: attraverso l’ascolto, il dialogo, la disponibilità all’aiuto. Tutti ingredienti necessari per garantire al malato l’attenzione che merita in questo particolare fase della vita.

Per questo l’infermiere deve possedere notevoli capacità relazionali, comunicative e competenze altamente specialistiche. Quelli con cui ogni giorno vengono a contatto sono pazienti spesso fragili che presentano diversi bisogni, a partire dalla necessità di mantenere una qualità di vita soddisfacente. È fondamentale riconoscere in tempo queste richieste, per instaurare un rapporto di fiducia sia con il paziente che con il caregiver, figura fondamentale sia per il paziente che per gli operatori, a cui garantire allo stesso modo una buona qualità di vita, perché, anche da questo, dipende l’adesione alla terapia da parte del malato.

Come appare facilmente comprensibile, tuttavia, è inevitabile che l’infermiere finisca per essere coinvolto nella situazione che la persona malata vive, subendo sulla sua stessa pelle il disagio e lo stress che gli eventi di cui è co-protagonista generano. Per questo motivo è assolutamente fondamentale che anche l’infermiere, proprio in virtù del ruolo di caregiver che assume nella vita del malato di cancro, segua a sua volta un percorso di consapevolezza e di supporto, che gli fornisca le risorse giuste per svolgere al meglio la propria professione, soprattutto dal punto di vista psicologico.

Nella mia esperienza mi è spesso capitato di confrontarmi direttamente con gli infermieri oncologici, per aiutarli a diventare caregiver migliori, capaci di controllare le proprie emozioni e di canalizzarle in un supporto più efficace per il malato di cancro, dandogli strumenti di comunicazione strategica ed empatica, ma anche di comprensione di dinamiche intrinseche che spesso sono sconosciute a chi fa questo lavoro, se anche con tanta passione e dedizione.

Se anche tu svolgi la professione dell’infermiere e il tuo lavoro consiste nel supportare persone che hanno ricevuto una diagnosi di tumore, contattami scrivendo una mail a cancercoachmara@gmail.com per condividere la tua esperienza! Sarò felice di aiutarti ad acquisire le informazioni e gli strumenti giusti per diventare un caregiver migliore.

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