Il farmacista non più operatore da banco, ma consulente

Pubblicato in SOS Cancro da MaraLascia un commento

farmacista oncologicoChi si trova ad affrontare e combattere una malattia come il cancro o ad essere sottoposto a cure farmacologiche prolungate, vive problematiche complesse che non chiamano in causa solo il supporto dello staff medico, ma richiede un ulteriore punto di riferimento in farmacia.

Qui egli ha diritto più di ogni altro a trovare supporto, consiglio di un esperto e prodotti adeguati alle caratteristiche fisiologiche e ai cambiamenti che il suo corpo subisce a causa delle terapie.

La professione del farmacista ospedaliero e territoriale è enormemente cambiata nel corso di questo ultimo decennio. Si è sempre più caratterizzata come l’indispensabile presenza quotidiana al fianco del clinico nella gestione della terapia per il paziente, dalla scelta del farmaco giusto alla corretta modalità di somministrazione.

Ma ciò che un malato di tumore desidera più di ogni altra cosa è trovare nel farmacista non è un semplice operatore, ma un consulente, capace di consigliare la miglior soluzione terapeutica ed infondere sicurezza al malato. Ma diventare un bravo consulente non è semplice: occorre acquisire gli strumenti e le conoscenze per gestire la complessità delle dinamiche che riguardano il paziente oncologico, sia dal punto di vista mentale che dal punto di vista fisico.

Una corretta ed efficace comunicazione fra farmacista e malato di cancro aiuta quest’ultimo ad affrontare e a migliorare
 lo sfondo clinico e psicologico della propria condizione.

Il farmacista che si rapporta ad un malato di cancro deve conoscere specificità tipiche della persona affetta da tumore, in particolare le criticità e le problematiche derivanti dagli effetti collaterali dei farmaci oncologici, le interazioni con cibi e fitoterapici, le numerose e complesse situazioni che i malati devono gestire a livello domiciliare, dal dolore alle patologie connesse all’utilizzo dei farmaci, fino all’alimentazione. Si tratta di aspetti di grande importanza per affrontare nella maniera più corretta ed efficace le cure.

Il farmacista di oggi deve garantire l’appropriatezza d’uso dei farmaci antiblastici e la qualità del preparato dal punto di vista chimico-farmaceutico e microbiologico, sulla base delle più recenti acquisizioni scientifiche e dei nuovi approcci terapeutici, allestendo terapie sempre più sicure per i
pazienti. Competenza, professionalità e un continuo aggiornamento riguardo all’intero percorso del farmaco nell’ambito del cammino di cura del paziente, dalla prescrizione alla preparazione sino alla somministrazione: sono questi i requisiti del nuovo farmacista.

Insomma il farmacista è uno degli attori in grado di supportare i malati.

Oggi il 68% dei pazienti non li ritiene interlocutori affidabili per chiedere consigli su questi temi”. Al contrario il farmacista ha un ruolo molto importante: il suo compito è quello di tradurre le terapie e le indicazioni del medico in farmaci.

La creazione di un percorso strutturato con farmacisti, oncologi e medici di famiglia può creare le condizioni per una reale reintegrazione delle persone colpite dal cancro nella società e nel mondo del lavoro.

A queste caratteristiche di professionalità occorre però aggiungere competenze di carattere relazionale: il farmacista, così come tutte le altre figure che entrano in contatto con il malato di cancro, deve possedere la capacità di entrare in empatia con la persona che richiede la sua consulenza, interpretandone i bisogni e le esigenze. Ricordate sempre che un farmaco non è in grado di colmare le necessità emotive della persona, soprattutto in una fase così delicata e ricca di turbamenti come quella della malattia.

Se anche tu svolgi la professione del farmacista e il tuo lavoro consiste nel fornire alle persone malate di cancro la terapia farmacologica più corretta ed adeguata, supportandole emotivamente , contattami scrivendo una mail a cancercoachmara@gmail.com per condividere la tua esperienza! Sarò felice di aiutarti ad acquisire le informazioni e gli strumenti giusti per diventare un caregiver migliore.

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