Un fulmine a ciel sereno. La storia di Elisabetta, mamma di Luca

Pubblicato in (Caregiver) Familiari e Amici da Mara4 Comments

mamma-figlio-intelligenzaElisabetta si è rivolta a me sei mesi fa.

A Gennaio del 2019, pochi giorno dopo la fine delle festività natalizie, la sua vita è stata sconvolta da un fulmine a ciel sereno. Aver scoperto che suo figlio, Luca, aveva un linfoma di Hodgkin, proprio in uno dei periodi più speciali per la famiglia, ha cambiato per sempre la sua vita e quella di Luca.

Da quella fredda mattina di Gennaio in cui l’oncologo le ha comunicato la diagnosi, la sua quotidianità è diventata un doloroso calvario costellato di dubbi, paure, incertezze, tristezza ma soprattutto impotenza.

Per la prima volta nella sua vita di mamma e donna, Elisabetta si è sentita improvvisamente una mamma impotente, incapace di difendere e proteggere suo figlio da una malattia più grande di lui, completamente smarrita nel terrore di perdere la cosa più importante della propria vita, senza poter far nulla per cambiare lo stato delle cose.

Perchè è proprio così che ci si sente quando ti viene detto che c’è il rischio che tu possa sopravvivere a tuo figlio e convivere per il resto dell’esistenza senza di lui.

Sono sentimenti che un caregiver conosce bene e che nessuna mamma o papà vorrebbe trovarsi ad affrontare.

I miei primi incontri con Elisabetta mi hanno permesso di conoscerla meglio e di ascoltare le sue preoccupazioni. Anche io sono madre, prima di essere cancer coach, e comprendo perfettamente cosa possa significare per una mamma temere per la vita di tuo figlio.

D’improvviso sembrano non esistere più punti di riferimento, nè certezze.

Tutto ti crolla addosso, ma la quotidianità di tutti i giorni ti richiama all’ordine.

Perchè tu devi essere forte e lo devi essere per lui, che è malato, fragile e dovrebbe solo poter vivere la sua infanzia come tutti gli altri bambini.

Superata la fase iniziale di smarrimento, il mio compito è stato quello di farle capire che quella che lei stava vivendo insieme al marito non era la fine di tutto.

Ma l’inizio di una nuova esperienza.

Un’esperienza terribile sì, ma pur sempre un nuovo capitolo in cui la vita ti mette di fronte, volente o nolente, costringendoti a scoprire lati della tua personalità che tu nemmeno pensavi di avere e che, invece, rappresentano i tuoi veri punti di forza.

E’ in quel momento che dentro di te si rafforza una consapevolezza: quell’energia vitale, intensa e potente, che ti permette di trasformare in emozioni positive tutto ciò che di negativo stai vivendo.

E impari a farlo per tuo figlio, ma prima di tutto per te stessa.

Perchè non si può aiutare gli altri se prima non “ti aiuti” a capirti un po’ di più e ad accettarti per quello che sei: umana, unica, ma intensamente forte con tutte le tue fragilità.

Ora Luca sta meglio. La chemioterapia ha restituito al bimbo una nuova possibilità.

Nulla avrebbe potuto rendere Elisabetta e suo marito più felici.

Come mi racconta questa giovane mamma nelle nostre ultime sessioni di coaching, senza la lucidità che solo gli esercizi pratici fatti insieme hanno portato e con questi la consapevolezza affiorata di ciò che stai realmente affrontando, non sarebbe mai stata in grado di stare vicino a Luca nel modo corretto.

Faccio sempre scrivere alle persone durante al percorso, perchè ormai è super risaputo di quanto sia potente la scrittura terapia, e tanto di più se fatta con indicazioni precise ed esercizi mirati, testati ormai con tante tante persone.

Una lucidità che ha permesso ad Elisabetta e Marco di fare le scelte più giuste per Luca e di trovare il coraggio di affidarsi, totalmente e senza remore, ad un’equipe medica ed infermieristica sensibile e competente, che tutti i giorni ha lavorato per aiutare Luca ad affrontare le cure, restituendogli il futuro che merita.

Grazie al percorso che abbiamo intrapreso sin dall’inzio della terapia del bimbo, Elisabetta ha imparato a valorizzare le sue qualità e la sua forza interiore, a non permettere alla malattia di prendere il sopravvento e invadere la vita a 360 gradi.

Quella stessa forza tenace che le ha fatto trovare le parole giuste per dire a Luca ciò che all’inizio era troppo spaventata per confessare. Anche solo a sè stessa.

Ora Elisabetta è una mamma e una donna più forte e consapevole.

Una Elisabetta migliore.

Se anche tu ti ritrovi nella storia di Elisabetta, perchè quello che lei ha vissuto è anche il tuo dramma di caregiver

Se anche tu in questo momento vorresti trovare dentro di te un appiglio per tramutare l’esperienza che stai vivendo in un nuovo inizio di consapevolezza

Raccontami la tua esperienza come caregiver e chiedi aiuto se credi che sia arrivato il momento giusto per te, per ricevere un sostegno e un aiuto pratico.

Comments

  1. Antonella Bellizzi

    Ho vissuto per un anno e 10 giorni con mio figlio Francesco di 16 anni al quale è stata diagnosticata la leucemia Linfoblastica Acuta. Dopo la disperazione del primo momento, abbiamo affrontato tutto la “cura” con forza e anche con allegria! Francesco è stato esemplare in tutto il suo percorso.
    Purtroppo la MALATTIA l’ha portato via!
    Una mamma non può più riprendersi da un distacco così doloroso, dalla perdita del tuo bambino, dal il crollo di ogni prospettiva futura!
    Anche se mi dicono che sono stata brava a reagire, io so di essere ancora, dopo un anno, ancora addolorata. Si può fingere in alcune circostanze, ma dentro sento un vuoto incolmabile!
    Antonella

    1. Author
      Mara

      Approva e rispondi

      Cara Antonella
      Intanto la ringrazio per questa preziosa testimonianza e mi sento di mandarle un forte e stretto abbraccio.
      Si prenda cura di lei. Buona vita Mara

      Mara Mussoni
      Cell. 335/1392638

  2. Enkeleda

    Sono la mamma di un angelo di nome Daniel. Nel agosto 2016 abbiamo scoperto la malattia e il 29 agosto 2016 il mio bimbo mi lascia per sempre. Neanche il tempo di capire che e metabolizzare tutto. Ci è crollato il mondo addosso eravamo impotenti di fronte a quello che ci stava capitando, mi sembrava che stavo passando un incubo però era tutto vero. Il mio figlio di tre anni e tre mesi lo perso non siamo riusciti a combattere e soprattutto a salvarlo 😭😭😭😭 Daniel era un bambino dolcissimo bello come il sole amava la vita invece gli ultimi giorni gli ha passati in un letto di ospedale dove era spaventato ai medici infermieri e tutti agi che li buccavano le venne. Io ero lì a sostenere lui e con il cuore a pezzi facevo finta di sorridere davanti a lui per non fargli sentire le nostre preoccupazioni. Siamo rimasti poco in quel reparto ma ho visto tanta sofferenza e mamme come me che combattevano insieme con i figli. Il mio adorato bambino mi manca come il respiro, vado avanti per gli altri figli.

    1. Author
      Mara

      Cara Patrizia
      Un caro abbraccio e non oso neanche immaginare la sofferenza che crea la perdita di un figlio. Quindi accolgo le tue parole e ti ringrazio per esserti aperta con me e ti auguro ogni bene. Buona vita
      Mara Mussoni
      Cell. 335/1392638

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