“Non so cosa dire!” Come stare vicino a un malato di cancro

Pubblicato in (Caregiver) Familiari e Amici, Blog da Mara9 Comments

Una diagnosi di cancro coglie tutti di sorpresa e spesso modifica i ruoli che siamo abituati ad avere in famiglia (come figli, genitori, nipoti) o con gli amici.
Si rompe un equilibrio e da parte di tutti c’è un forte disorientamento: da un lato nel malato scatta il meccanismo di voler “proteggere” i propri cari dal dolore cercando di sminuire o nascondere il malessere interiore che sta vivendo, dall’altro parenti e amici sono talmente coinvolti affettivamente che non sanno come comportarsi e cercano le cose giuste da dire o non dire. Continuo a ripetere che ogni individuo è unico, quindi non esistono frasi di conforto che vanno bene in assoluto.  Vorrei però darvi alcuni spunti di riflessione, che possono aiutare i familiari dei malati di cancro o gli amici ad assumere un atteggiamento costruttivo.

1) ascoltate in modo consapevole
“Non so cosa dire” è un’affermazione che si sente spesso tra i familiari e gli amici dei malati di cancro. Scatta così il senso di inadeguatezza. Tutti pensano che un primo aiuto per il malato di cancro sia “dire qualcosa per tirarlo su” e cercano frasi di conforto morale. Il mio consiglio: prima di parlare, fermatevi ad ascoltare. Con attenzione e consapevolezza, cioè prendendo coscienza di quello che il malato esprime, anche se può essere duro o emotivamente pesante. E ascoltate anche voi stessi, le vostre sensazioni e i vostri pensieri a riguardo: prendete coscienza di quello che state provando dopo aver ricevuto la notizia.

2) informatevi
Documentatevi, informatevi, leggete, studiate, raccogliete testimonianze di chi ha già vissuto la malattia, confrontate opinioni ed esperienze, fate domande ai medici e non fermatevi alle nozioni superficiali. Che vi piaccia o no, la malattia è entrata a far parte della vostra vita ed essere informati aiuta ad affrontare con consapevolezza il percorso di cura affianco al vostro caro.

3) offrite aiuto pratico
Le incombenze quotidiane possono diventare un ulteriore macigno che si aggiunge alla sfida contro la malattia. Proporsi per dare una mano, magari facendo le cose insieme, sarà apprezzato. E non aspettate che sia il malato a chiedervelo! L’ultima cosa che vuole è sentirsi un peso per voi!
Offritevi anche per accompagnarlo alle visite: gli ambienti ospedalieri sono spesso freddi e poco accoglienti, avere accanto qualcuno aiuta, anche se il malato in quel momento non è in grado di manifestarvi che gli fa piacere che siate li.

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4) siate pronti a ridere
Il senso dell’umorismo è una grandissima dote. Se ce l’avete non mettetelo da parte, tiratela fuori! Siate pronti a ridere e sorridere con il malato perché l’ironia aiuterà a superare momenti difficili.

5) ditegli quanto gli volete bene
Molti pensano che bastino le azioni per esprimere affetto. Premure, abbracci, carezze … sono importantissimi. Ma non bastano! Non quando una persona è travolta da una malattia devastante, che spesso ti sottopone a cure ancora più devastanti. Dite “ti voglio bene”, “ti amo”, “per me sei importante”, “sto bene insieme a te”, … non dovete inventare poesie, semplicemente affermare a parole il vostro affetto. Dichiararlo. Fatelo anche se vi si crea un nodo in gola e le parole sembra non vogliano uscire dalla bocca: è un piccolo sforzo in confronto a quello che affronta il vostro caro per vincere la malattia.

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Comments

  1. Rosaria

    Io ho assistito sia mio padre morto a 59.anni e poi mia mamma morta a 65 anni, credo di aver dato il massimo, poi mi sono ammalata anche io, però oggi sono ancora qua!! ❤️

  2. Angela Ceres

    E se un’amica cara ti dicesse che non se la sente di starti vicino perché lei stessa sta giù di morale? Io ci sono rimasta male.

    1. Author
      Mara

      Cara Angela capisco molto bene ma purtroppo non siamo tutti uguali e chi dovrebbe stare vicino molto spesso non se la sente perché ha più paura e soffre di più della persona coinvolta, poi ogni caso è a se’!
      Comunque sia chi non è in grado non serve e magari passato del tempo saprai accettare anche questa dura e dolorosa verità ! Un caro abbraccio

  3. Borgato Maria Grazia

    Quello che mi sento di dirti adesso è :GRAZIE DI Esistere! Magari ti avessi scoperta quando la mia cara mamma si è ammalata… Quante cose in più avrei potuto fare per lei… Grazie, grazie, grazie….

  4. giuditta

    Ciao,ottimo articolo!!al papà del mio ragazzo,gli hanno diagnosticato il tumore e da quanto lo abbiamo saputo, non è più lo stesso!mi coccola e mi fa sentire amata,ma non vuole più stare a contatto con gli altri,non esce,lavora solamente,è come se si sentisse in colpa se si divertisse!per lui nel suo mondo esiste solo lui,io e il papà!Non so cosa fare?

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