La pazienza ha un limite: impara a riconoscerlo

Pubblicato in Blog, Crescita Personale da Mara1 Commento

Chissà quante volte ti sarai sentita dire “Eh, devi avere pazienza!”, un invito ad accettare una situazione di disagio con rassegnazione. La pazienza è comunemente ritenuta una virtù, ma che prezzo ha? Quanto è costoso e faticoso avere pazienza?

Voglio proporti una chiave di lettura che cambierà il tuo modo di considerare la pazienza.

La domanda non è “Quanto essere pazienti?” ma “Come essere pazienti?”
Pazienza è accettazione

La pazienza viene definita da molti come la capacità di rimandare una reazione a una difficoltà, accettandola o cercando di andare avanti mantenendo un atteggiamento neutrale.
Non concordo con questa visione!

La parola pazienza deriva dal verbo latino che significa “patire”, “sopportare”. E già questo ci chiarisce subito che essere pazienti comporta uno sforzo contro noi stessi. Guarda caso anche in campo medico i malati vengono definiti “pazienti”, perché patiscono le sofferenze della malattia.

Quando ci imponiamo di ignorare un problema, subire un’ingiustizia, celare una ferita ancora aperta, facciamo una violenza al nostro sentire.
Perché sottoporci a questa violenza psicologica?
Edmund Burke disse: C’è un limite oltre il quale la pazienza cessa di essere una virtù.
Questo limite secondo me è quando non fa più bene a noi stessi.

Non dobbiamo imporci una sofferenza se non c’è un valido motivo. Se qualcuno confonde la nostra gentilezza con la debolezza e cerca di prevaricarci, di abusare della nostra disponibilità, di approfittarsene, se accettiamo di subire tutto senza reagire, ecco, quello è il momento in cui la pazienza finisce e diventa passività.

Vale la pena avere pazienza con chi
… non si preoccupa dei nostri sentimenti?
… ci butta a terra psicologicamente?
… non riconosce quello che facciamo per lui/lei?
… ci mette in imbarazzo?
… si approfitta di chi è buono e gentile?

La risposta la sai già: NO, non vale la pena! L’obiettivo di vita di ogni essere umano è vivere bene, non vivere sopportando.
Altrimenti si rischia l’effetto “pentola a pressione”: quando meno te lo aspetti, esplodi. Perché la pazienza messa troppe volte alla prova diventa rabbia. [cit.]

Cosa dice la Cancer Coach: la pazienza ha un limite.
Ognuno di noi conosce il proprio limite di accettazione e di sopportazione. Quando ti trovi davanti qualcuno che lo supera e ti ferisce, faglielo presente. Non andare alla ricerca di vendetta, ma alla ricerca di verità: chiarisci quello che senti e che cosa non sei disposta ad accettare.

Pazienza è attesa

C’è un’altra componente della pazienza che può avere dei risvolti negativi sul nostro equilibrio psicologico: l’attesa. Pazientare, significa aspettare che qualcosa avvenga o cessi.
Nel nostro caso parliamo di attesa collegata a eventi snervanti, come il responso di un esame per diagnosticare il cancro o l’attesa per l’esito di una terapia.

In situazioni come queste, non sapere cosa accadrà genera ansia dovuta all’insicurezza sul futuro, come abbiamo già visto nell’articolo “Riappropriarsi del tempo con il cancro”. Il risultato è un perenne stato di irrequietezza interiore, una calma apparente che non fa altro che peggiorare le cose e commettere errori di valutazione.

Una situazione difficile può essere affrontata in due modi: o la subiamo passivamente come una condizione senza soluzione, o la affrontiamo cercando di governarla con consapevolezza. La “forza” della pazienza risiede in questo secondo atteggiamento.
La pazienza di cui ti parlo io non è rassegnazione, passività o indecisione; non è aspettare passivamente, ma piuttosto aspettare cercando di gestire le situazioni senza perdere la calma.

Cosa dice la Cancer Coach: la pazienza è la virtù dei forti.
La pazienza può essere una virtù se vissuta con lucidità e consapevolezza, se la si esprime come la capacità di saper gestire le situazioni di vita complesse, con saggezza e un atteggiamento costruttivo.

Consigli di coaching per allenare la tua pazienza
  • fissa degli obiettivi raggiungibili, non intestardirti verso un obiettivo che in un determinato periodo o contesto risulta oggettivamente difficile da raggiungere;
  • quando ti senti abbattuta per un’offesa ricevuta o un comportamento altrui che non ti piace, prendi carta e penna e scrivi ciò che senti. Utilizza queste note per parlare con questa persona a mente fredda e spiegargli le tue ragioni;
  • datti sempre una seconda chance se il primo tentativo non va a buon fine. Puntare sul successo immediato può portarti a una grande frustrazione che non ti aiuterà a superare il fallimento;
  • la seconda chance concedila anche agli altri, quando sbagliano nei tuoi confronti. Non deve essercene una terza però!
La pazienza non è la capacità di aspettare, ma la capacità di mantenere un atteggiamento positivo mentre aspetti. (Joyce Meyer)

La pazienza non è la capacità di aspettare, ma la capacità di mantenere un atteggiamento positivo mentre aspetti.
(Joyce Meyer)

 

Questa frase riassume quanto ho cercato di trasmetterti sulla mia visione della pazienza. Allenare la pazienza significa allenarsi ad affrontare in modo costruttivo quegli avvenimenti o comportamenti disturbanti che non dipendono da noi, ma vengono dall’esterno.
I miei esercizi di cancer coaching si focalizzano su chi, vivendo l’esperienza del cancro, si trova a dover fare i conti con la difficoltà ad accettare quello che non può cambiare o aspettare che la situazione evolva.
Se ti identifichi in questa condizione mentale e hai bisogno di aiuto, il cancer coaching potrebbe essere un valido aiuto. Leggi qui per approfondire o contattami.

Quando, come e con chi sei stata troppo paziente?
Sei disposta ancora ad esserlo?
Condividi la tua esperienza servirà a buttare fuori e anche ad aiutare altre persone con le tue parole.

La prima consulenza è gratuita!

Chiamami senza impegno e scopri se il cancer coaching fa per te!

Comments

  1. carla bignami

    Cercavo un motivo valido quando mi sono trovata ad un bivio:
    la possibilità di andare in pensione oppure rimanere un altro anno in servizio.
    non riuscivo a decidere visto che il mio lavoro di insegnante mi è sempre piaciuto moltissimo.
    ora però mi rendo conto di aver esaurito la pazienza
    e questo fa di me una persona irascibile
    Ciò non è giusto e mi ha fatto decidere di fare il grande passo.
    in settimana comunicherò la mia decisione.
    L’articolo mi ha chiarito molte cose
    grazie

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